venerdì 30 marzo 2012

Scienza in faticosa salita

Da: ANSA.it

Neutrini, si è dimesso il fisico Ereditato

Dal suo esperimento i neutrini sembravano piu' veloci della luce


Il fisico Antonio Ereditato
Il fisico Antonio Ereditato

ROMA  - Si e' dimesso il fisico Antonio Ereditato, coordinatore della collaborazione Opera i cui dati nel settembre scorso indicavano i neutrini come piu' veloci della luce. Lo si apprende dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
 Le dimissioni sono state presentate da Ereditato in seguito alla presentazione, da parte di alcuni membri di Opera, di una mozione che chiedeva le dimissioni del ricercatore dalla guida della collaborazione. La mozione non è passata, a quanto si apprende, ma ha di fatto creato una spaccatura fra i ricercatori. Su questa base Ereditato ha ritenuto opportuno dimettersi in quanto la collaborazione non sarebbe più stata gestibile. Da parte del fisico al momento c'é solo un "no comment".

Caso più unico che raro anche nel campo della Scienza, non solo della Politica Italiana, dove nessuno  si dimette mai... anzi ... con incredibile faccia tosta c'è gente che addirittura trucca i dati pur di pubblicare o far parlare di sé ed essere invitato in televisione. Bisogna essere stato molto vicino a certi ambienti per essersi tolta ogni illusione anche in un campo che è visto quasi "sacro".
Ci sono uomini di ogni tipo anche lì. I Grandi si distinguono per la semplicità, perché la Grandezza non ha bisogno di autoreferenziarsi, di millantare, di esibizioni narcisistiche: brilla di luce propria e ne è quasi inconsapevole nel suo distacco...

Altra cosa è l'errore non voluto e riconosciuto, che fa parte del percorso della ricerca scientifica. Esplorando il limite della conoscenza per poter dare anche un minimo apporto nuovo è possibile sbagliare, lo sanno bene i ricercatori sperimentali che, quando sono seri (gli altri non li prendiamo in considerazione), hanno il terrore proprio dell'errore strumentale nella misura... Ma, per quanto si possa essere accorti, questo può accadere. Ci sono tanti casi nella storia della sperimentazione scientifica. Ricordate la controversa ed agognata Fusione Fredda?
     
Da: Nexteme - di: Francesca Mancuso

Il MIT prova la fusione fredda? Dopo la batosta degli scettici australiani, secondo i quali i risultati positivi dell'E-Cat potrebbero essere il frutto di un errore in fase di test, pare che il Massachusetts Institute of Tecnhology sia intenzionato ad approfondire la questione E-Cat, o meglio le LENR.
Secondo quanto si legge su Ecatnews.com, il dottor Mitchell Swartz ha eseguito una dimostrazione per gli studenti del corso del Professor Peter Hagelstein per la fusione fredda. La demo che ha avuto luogo il 30 ed il 31 gennaio (anche se i lavori sono durati sette giorni) segue la prima dimostrazione aperta sulla fusione fredda presso il MIT, che risale al lontano 2003.
Il JET Energy NANOR(TM) avrebbe dunque dimostrato che attraverso la fusione fredda è stato possibile avere un aumento significativo di energia, dieci volte maggiore rispetto a quella in entrata. Un risultato ben più propizio rispetto all'ultimo test del 2003.
Secondo quanto si legge su Cold Fusion Time, inoltre, questa dimostrazione è importante anche perché ha confermato il ruolo delle nanotecnologie nel consentire la produzione di energia attraverso tale processo nucleare.
La tecnologia di JET Energy potrebbe dunque cominciare ad intaccare alcuni preconcetti, spesso citati dagli scettici riguardo alla possibilità di realizzare strumenti in grado di produrre una maggiore quantità di energia in uscita, rispetto a quella in entrata, attraverso le LENR.
A questo punto, dando ipoteticamente per buono l'esperimento condotto al MIT, anche l'idea di Rossi, scettici australiani a parte, potrebbe essere vincente.
Ma, come hanno precisato in un'intervista gli esperti dell'Enea, che non si sono sbilanciati nel giudicare l'operato di Rossi e dell'E-Cat, c'è  "un principio basilare ed irrinunciabile della ricerca scientifica: qualsiasi esperimento per essere riconosciuto ed accettato deve essere riproducibile".

"Provando e riprovando" Questo il messaggio del Grande Galileo Galilei.

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