martedì 21 febbraio 2012

Dal Corriere della Sera cartaceo di martedì 14 febbraio 2012





















Questo ritaglio di giornale che ho scannerizzato riporta una lettera firmata dall'autore con relativa e-mail, che ho omesso, ma che è facilmente reperibile sul quotidiano che l'ha pubblicata.
E' uno degli innumerevoli documenti che attestano testimonianze di come vengono gestite le risorse pubbliche da Trenitalia ed, in particolare, il settore rimborsi.
La mia piccola inchiesta personale sull'argomento ha evidenziato un sistema che sfugge di mano anche agli stessi addetti ai lavori, ma non certo alla dirigenza che fa determinate scelte di cui, come scrive il lettore del Corriere, non risponde: "di responsabili rimossi o di drastici cambiamenti di management non si parla, perché?" Già, perché?
Là dove non c'è logica e non c'è trasparenza si dovrebbe indagare. Perché i giornali non fanno una bella inchiesta sul problema? Oppure le trasmissioni televisive d'inchiesta sulle italiche magagne?
Perché il cittadino DEVE essere trattato da STUPIDO SUDDITO quando non lo è affatto?
E' frustrante piegarsi all'illogicità che diventa abuso quando si è pagato un Servizio non reso e i PROPRI SOLDI NON VENGONO RESTITUITI. Un atto che, qualora attuato da un privato, diventerebbe reato di truffa. Cosa nasconde la mancata attuazione di Regolamenti che Trenitalia stessa si è data? Le ragioni addotte dal personale di Trenitalia, nella mia piccola inchiesta usando un'esperienza personale, sono sorprendenti come si legge nei miei post che qui ricordo per chi avesse la pazienza di rileggere:
16 febbraio 2012 "Trenitalia: quarta puntata della favola kafkiana"
20/01/2012 "Trenitalia: terza puntata della "favola kafkiana",
04/01/2012 "Monoliti Italiani: TRENITALIA", 
06/11/2011 "FF.SS.".
Lo scopo di tutto questo è tentare di approfondire le responsabilità e cosa c'è dietro questi fenomeni assurdi. C'è dolo? Qualcuno dovrebbe accertarlo: qualcuno che ha il potere, il ruolo e la veste per farlo.

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