mercoledì 8 marzo 2017

Non solo terremoto

Da: PICENO OGGI.it

Terremoto, la tragica morte della famiglia di Accumoli: “Ora vogliamo la verità”

Andrea Tuccio e Graziella Torroni, scomparsi tragicamente a causa del terremoto che ha colpito Accumoli
insieme ai loro due bambini di 8 anni e 8 mesi
ACCUMOLI – Una famiglia distrutta. Quel tragico 24 agosto, alle ore 3:36. La terra trema, sussulta sulle due sponde dell’Appennino. Quasi per una macabra fatalità, la montagna falcia vite in tre paesi che iniziano tutti con la stessa lettera, quella A che sta anche per inizio di una sequenza sismica che proseguirà nei mesi successivi.Quasi 300 morti tra Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata, nelle Marche.
Ad Accumoli, epicentro del terremoto, le frazioni subiscono danni e registrano numerose vittime. Sembra salvarsi il capoluogo cittadino, dove le abitazioni riportano dei danni ma non si registrano crolli distruttivi. Con una eccezione: il campanile della Chiesa di San Francesco. Che viene giù, violentemente. E si schianta contro la camera da letto dove dormivano, quella sera, Andrea Tuccio, 34 anni, lavoratore nel settore dell’edilizia, Graziella Torroni, sua moglie, casalinga, e due bambiniStefano, di 8 anni, e Riccardo, di appena 8 mesi. Per loro, purtroppo, l’impatto è mortale.
Sono le uniche vittime di Accumoli capoluogo.
Perché solo quel campanile è crollato? Si apre immediatamente una inchiesta giudiziaria (clicca qui il Corriere.it del 28 agosto 2016): è stato il caso avverso, o c’è dell’altro? Perché vi era stata, negli anni precedenti, una elargizione di fondi a favore della ristrutturazione proprio del campanile. Sky Tg24 scrive: “Aperto un fascicolo sul campanile di Accumoli: i soldi stanziati per consolidarlo sarebbero stati usati per migliorie alla chiesa”. Migliorie?
Di questo si preoccupa adesso la famiglia Tuccio, e precisamente la sorella, Catia, e il fratello Massimiliano. Catia vive ad Ascoli e il lutto del 24 agosto è incancellabile, tanto più se provocato da eventuali negligenze che devono essere ancora dimostrate: “Non veniamo informati di nulla. Sappiamo che è stato aperto un fascicolo d’inchiesta e che ci sarebbero 15 indagati, ma non sappiamo neppure se ci sono stati degli avvisi di garanzia” spiega a PicenoOggi.it.
Vorremmo sapere se i lavori di messa a norma del campanile sono stati eseguiti come dovevano oppure no” dice Catia Tuccio, “quel campanile aveva molte lesioni già prima del terremoto”. Una ferita insanabile, quella che è costata la vita a quattro persone di cui due bimbi innocenti. Una ferita però che rischia di essere aggravata dal rischio dell’oblio: “Dalla Diocesi di Rieti non abbiamo avuto nessun contatto,nessuno ci ha nemmeno parlato dopo la tragedia” continua Catia, “ho una mamma malata di tumore da sei anni e non abbiamo ricevuto accoglienza da nessuno, l’abbiamo dovuta trasferire in una Casa di Accoglienza a Rieti”. Per contro la famiglia Tuccio ringrazia “il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, che per qualcuno sarebbe tra gli indagati per il crollo del campanile ma che con noi è sempre stato gentilissimo e premuroso”.
Santa Madre Chiesa si preoccupa dei luoghi di culto...
Spero che l'inchiesta accerti perché appena sotto quel campanile esisteva un'abitazione.
C'era da prima? E' stata costruita dopo? Con quali permessi?
Oltre, ovviamente, accertare di come la Curia avesse speso i soldi del terremoto de L'Aquila e le responsabilità dell'ingegnere che ha firmato la chiusura di quei lavori. Ha tenuto conto detto ingegnere che il campanile antico sovrastava abitazioni civili?
Questa l'intervista (una delle tante, povero Petrucci) che il Sindaco di Accumoli ha rilasciato al giornalista Fabrizio Caccia del Corriere della sera.it:
È preoccupato per l’inchiesta della Procura, sindaco Petrucci?
«E perché mai? I magistrati fanno il loro dovere, perciò se servirà mi metterò a completa disposizione e andrò a chiarire. Ma io sono trasparente…».
Visto che è trasparente, allora facciamo chiarezza.
«Va bene. Il Comune non era proprietario del campanile crollato e non è stato mai né committente né stazione appaltante dei lavori di restauro».
Sta parlando da sindaco, ma qui ci sono quattro morti e un campanile che non doveva cadere. Parli da geometra, se crede.
«I campanili sono strutture snelle e dunque vanno usati materiali elastici. Lì sono stati fatti dei lavori di muratura…».
Sta dicendo che son stati sbagliati i materiali?
«Ma no, la chiesa era antica, c’era il vincolo della Soprintendenza, la muratura andava usata e infatti poi l’hanno incatenata con l’acciaio, hanno fatto delle iniezioni. Il guaio è che in Italia bisogna per forza trovare il colpevole. E qui ci si dimentica, invece, che la scossa è stata tremenda».
D’accordo sul terremoto. Ma insomma, lei davanti a questa tragedia non viene sfiorato nemmeno da un dubbio?
«Mi auguro solo che non ci siano state mancanze nei lavori eseguiti e nei controlli effettuati…».
Ma questo, se permette, non è poco.
«Eh, ma c’erano gli uffici preposti! L’incarico della progettazione fu dato dalla Regione Lazio, un’impresa vinse l’appalto e il direttore dei lavori non era mica del Comune. Il progetto strutturale, infine, venne approvato e collaudato dal Genio Civile di Rieti. Perché lo chiedete a me?».
Perché per il restauro furono stanziati soldi pubblici: per la precisione, i fondi dell’ex commissario per il sisma del ’97.
«Che c’entra? I soldi furono dati ai proprietari degli immobili storici da restaurare. Nel caso del campanile, furono dati alla Chiesa. Ma ora sono davvero stanco. Ho problemi ben più seri di cui occuparmi».
Il futuro di Accumoli.
«Certamente. Questo paese vive di industria boschiva, di ovinicoltura, di zootecnia e di edilizia. Ma si sta sempre più spopolando. Prima del 1945 le classi a scuola contavano 30 alunni, in ogni famiglia c’erano 9-10 figli. Oggi siamo diventati una comunità di appena 670 abitanti, che triplica in agosto solo perché arrivano i romani per le ferie. Ma d’inverno il 70-80 per cento della popolazione è formato solo da ultrasessantacinquenni. E la disoccupazione giovanile è arrivata al 30 per cento. Sono queste le cose importanti, perché il terremoto è stata una mazzata terribile e sarà dura rialzarsi».
Il suo partito che dice?
«Non ho partiti né tessere. Mi sono candidato con la lista civica “Insieme per Accumoli” e i miei concittadini mi hanno dato fiducia. Ma basta con le calunnie, le polemiche, le inesattezze».
Quali?
«È stato pure scritto che il campanile di San Francesco è stato restaurato tre volte. Non è vero! Soltanto due. Alla fine sarò io a portare qualcuno davanti ai magistrati. Ma voi la conoscete la Scala Mercalli?».
La scala che misura l’intensità dei terremoti in base ai danni causati…
«Appunto. Andate a vedere che dice: la scossa è rovinosa quando crollano i campanili».
Che vuol dire?
«Che anche i campanili, purtroppo, possono crollare. Qui ad Accumoli ne è caduto un altro, quello di Santa Maria della Misericordia. Nessuno ne ha parlato».
Ai parenti della famiglia Tuccio si sente di dire qualcosa?
«Con la famiglia Tuccio siamo cresciuti insieme, i miei figli giocavano con i loro. Io posso solo dire che ci mancheranno».

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