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giovedì 16 marzo 2017

Articolo 640 del Codice Penale: truffa. Depenalizzato.

Al Commissariato di Pubblica Sicurezza
di ................ RM

Esposto querela

Io sottoscritta Rita Coltellese, nata a Roma il 04/11/1946, residente a Rocca Priora RM Via .........., ...c.a.p. 00079, al fine di accertare gli autori del tentativo di truffa a mezzo telefonico operato in data 9 marzo 2017 ai miei danni porto a conoscenza di codesta Autorità Giudiziaria i seguenti fatti:
alle h. 13:10 circa telefonava al mio numero di casa fisso 06 .......... un uomo il quale dichiarava di essere un addetto ENEL che proponeva non un cambio di contratto ma un cambio di fascia oraria, da bioraria e monoraria dato che ENEL non esisteva più sostituita da SEN già dall'ultima bolletta ricevuta e che con tale cambiamento avrei ottenuto un risparmio.
Diffidavo immediatamente, obiettando che trovavo strano che ENEL chiamasse a casa per far risparmiare dato che, da consumatore, avevo esperienza del contrario. La persona  diceva che per legge aveva comunque bisogno dei dati della mia carta di identità per attuare tale cambiamento. Sempre più diffidente dicevo che dovevo controllare l'ultima bolletta per accertarmi di quanto affermava: che ENEL non esisteva più sostituita da SEN e che ormai era tutto Mercato Libero e non esisteva più il contratto a Maggior Tutela come io ho con ENEL. Nel caso avrei inviato l'assenso al cambiamento di fascia oraria per fax ad ENEL dato che faccio tutto per iscritto. L'interlocutore proponeva un consulente che poteva venire a casa per spiegarmi meglio il cambiamento ad euro 90,00 da pagare direttamente a lui dato che loro non potevano mettere la consulenza in fattura, usando consulenti esterni. Rifiutavo dicendo che io non ho chiamato nessuno, erano loro che mi avevano chiamata sul mio telefono (non so dove preso) e loro proponevano qualcosa che non volevo. L'uomo proponeva allora di farmi chiamare più tardi da una collega che avrebbe registrato la telefonata e a cui io avrei dovuto dare il mio codice fiscale in modo da attuare il cambiamento di fascia oraria con la mia firma digitale. Rispondevo che l'ENEL il mio codice fiscale lo ha già, dato che mi fattura i consumi, mettendo in risalto la pretestuosità di una simile richiesta e le contraddizioni di quanto la persona stava dicendo. L'uomo insisteva sulla chiamata che avrei dovuto ricevere entro un quarto d'ora dalla collega, e lo congedavo dicendo che dovevo andare a pranzo dunque non sarei stata disponibile per una ulteriore telefonata.
Dopo nemmeno 5 minuti dalla chiusura della telefonata chiamava un altro uomo, riprendendo quanto millantato dal primo, che definiva collega dell'ENEL, e parlando di passaggio da SEN ad ENEL. Lo deridevo sottolineando che il suo collega aveva detto l'esatto contrario, che ENEL non esisteva più, né il settore Maggior Tutela, tutto era Mercato Libero e tutto si chiamava SEN. L'uomo chiudeva precipitosamente la telefonata in cui, di nuovo, aveva preannunciato la chiamata della collega che avrebbe registrato la telefonata e preso i miei dati.
A tutte queste telefonate assisteva mio marito, ................., dall'altro telefono cordless in ascolto.
Chiamavo a questo punto il numero verde ENEL all'800900800 alle h. 13:20 circa e rispondeva l'addetto Antonio a cui illustravo quanto accaduto chiedendo se si trattava realmente di ENEL: l'addetto rispondeva di NO, che ENEL non chiama MAI a casa per proporre alcunché, che erano a conoscenza di questi tentativi di truffa ma che come Ente non potevano fare nulla, consigliandomi di sporgere denuncia all'Autorità Giudiziaria.
Alle h. 14:20 giungeva al mio telefono fisso una terza telefonata e mio marito intimava all'ennesimo tentativo di truffa di non chiamare più molestandoci e che avremmo sporto denuncia all'Autorità Giudiziaria.
Chiedo che si faccia un controllo sul nostro numero fisso 06 .............. al fine di appurare da quali utenze sono state effettuate le tre telefonate truffaldine sopra riportate e, qualora possibile, che si metta la nostra utenza sotto controllo, anche al fine di evitare ad altri più indifesi il compimento della truffa.

In fede

Rita Coltellese in ......... ................, ……  marzo 2017

Come ho detto ai due poliziotti che hanno preso la mia denuncia, non è per me che l'ho fatta, giacché a 70 anni compiuti ancora so difendermi, ma per tutti coloro che, o per ragioni di età o per semplicità di pensiero, possono cadere nell'inganno.


I tentativi di truffa sono aumentati in modo esponenziale ed è benemerita la rubrichetta che Gianni Ippoliti tiene quasi quotidianamente su RAI1 durante la trasmissone pomeridiana La Vita in diretta.
Gianni Ippoliti con una rappresentante delle Forze dell'Ordine

Con l'aiuto di due attori, egli riporta le varie situazioni di truffe a cui sono sottoposti soprattutto gli anziani, ma anche, come ripeto, persone psicologicamente indifese.
I due attori che simulano una truffa telefonica

Quello che ho appreso dai due rappresentanti delle Forze dell'Ordine è che si tende a non accettare denunce, a meno che la truffa non sia compiuta. Insomma il reato deve essere consumato.
E allora la prevenzione? Ho obiettato io. Se si riesce a risalire ai numeri telefonici da cui sono partite le tre telefonate insistenti, forse si possono fermare questi delinquenti in modo che non possano nuocere a chi non si sa difendere.

"Ma i magistrati sono pieni di carte, troppo lavoro, e archiviano tutto." Più o meno è stata la risposta.
Poi: "Ormai si va dietro a quello che l'opinione pubblica porta in TV o sui media..." E mi fanno l'esempio dei reati contro la donna da parte di uomini violenti.
Infine mi si dice quello che ormai ho constatato da sola nella mia esperienza: che tendono a trarre in inganno il consumatore pure gli stessi Enti erogatori di servizi! Il più alto in grado suggerisce, in questo caso, di rivolgersi alle Authority preposte.
Obietto portando la mia esperienza concreta con l'Authority per il Gas e l'Elettricità: assolutamente fallimentare, per una vicenda che ho risolto con successo soltanto rivolgendomi alla Federconsumatori Lazio. "Conservo tutta la corrispondenza - dico - se vuole gliela mostro a testimonianza che quel che dico è vero."
Ma il poliziotto mi crede, solo che, mi sembra, vorrebbe che non finisse tutto addosso a loro, oberati ormai da una summa di denunce di ogni tipo. 
Comunque sono gentili e prendono la denuncia lo stesso.
Solo che non ci credono più nemmeno loro, secondo me, perché non hanno strumenti di intervento.
Ho espresso loro tutta la mia solidarietà e guardandoli bene in faccia gli ho detto: "Mi preoccupo, perché vi vedo arresi."
Certo con i politici che depenalizzano, che lasciano le carceri a metà costruzione poi in abbandono, con i magistrati che non riescono a dare tempi certi e umani per arrivare a sentenza, con le prescrizioni che vanificano tutto il lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine... non c'è da stupirsi se chi deve garantirci un minimo di sicurezza sia demoralizzato.

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