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lunedì 19 settembre 2016

Leggendo "La Repubblica" del 13 settembre 2016

Ieri "La Repubblica" era finita presso il piccolo supermercato vicino alla Spiaggia dell'Ira. La prenotano per averla. Ho comperato dunque "Il Corriere della Sera".
Oggi che sono andata con il bus gratuito a Porto Rotondo centro, ho potuto accedere ad un vero rivenditore di giornali: dunque l'ho comperata.
Certo non posso fare a meno di notare la differenza: del Corriere non mi è rimasto nulla, qui gli spunti di riflessione sono innumerevoli.
Ho riflettuto sulla furbizia di Matteo Renzi: il figlio del Commissario Calabresi a dirigere  "La Repubblica" e la nuora, che si dice orgogliosa di esserlo, del mandante dell'omicidio del povero Commissario a dirigere RAI3.
Un calcio al cerchio ed uno alla botte...
Ma leggiamo il giornale: in prima pagina la Scuola.
207.000 docenti hanno dovuto cambiare sede a seguito di trasferimenti e mobilità.
Senza rimborso spese.
E' realistico mandare un essere umano a centinaia di chilometri dalla propria famiglia e dalla propria casa, senza rimborso spese per un simile sradicamento e ad euro 1.500 scarsi? 
Su "La Repubblica" la Ministra Giannini così risponde:
"Da sempre in Italia si chiede a chi vuole fare l'insegnante di cambiare sede."
Commento mio: chiedere è una cosa, IMPORRE, o così o ti licenzi, è altro: sa di dittatura. Molti hanno scelto rinunciando ad altri lavori, magari rimettendoci. Ed ora secondo Giannini cosa dovrebbero fare?
"E' un sacrificio ed un aggravio economico, ma non possiamo trasferire i bambini dal Nord al Sud."
Commento mio: certo che no! Ma nemmeno deportare gli insegnanti con uno stipendio inferiore ad euro 1.500 mensili! Provi la Giannini ad organizzarsi una vita così! Faccia uno sforzo di immaginazione e pensi ad una madre, ad un padre che deve andare a vivere a 6 ore ed oltre di auto, di treno, di mezzi vari, pagandosi un alloggio supplementare, mangiando fuori casa... Senza pensare alle spese di viaggio per tornare ogni tanto a riallacciare i fili della sua famiglia che la Buona Scuola di Renzi, da lei applicata con metodo simil-nazista, ha DIVISO.
Potrà questo lavoratore della Scuola Pubblica, oltre a fare una vita economicamente miseranda, desiderare di vedere i suoi figli, il suo coniuge che forse non può lasciare un lavoro (merce preziosissima) che ha nella sua città?
Lei, Giannini, mi ricorda la Fornero: stessa spiccia, fredda analisi di una realtà sociale che NON LA RIGUARDA!
Lei dice: "Abbiamo scardinato il sistema e ora, passo dopo passo, lo stiamo rimettendo a posto."
Il primo avvio è stato un tour de force!  Se ne è accorta Giannini?!
Questo è il secondo anno scolastico: ed è peggio del primo. Vera macelleria sociale!
Cambiare si doveva ma al costo di chi?!!
La Giannini, rispondendo al quesito sui 207.000 posto, tramite il quotidiano "La Repubblica", da tanti di loro, ha mentito eludendo la REALTA'; ella infatti dice: "Su 207.000 insegnanti trasferiti in andata e ritorno i casi contestati sono stati il 2,5%: 5000, con conciliazioni nella metà dei casi. Li abbiamo analizzati uno per uno. MI PARE UN ERRORE FISIOLOGICO E NON SCANDALOSO."
Ah sì?! Si autoassolve la signora Ministro? Non è scandaloso?!!! Danni collaterali?
Ebbene la Giannini NON HA DETTO CHE I 5000 CASI "CHE HANNO ANALIZZATO UNO PER UNO" NON SONO TUTTI!
RIGUARDANO SOLO GLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA PRIMARIA, MA NON I PROFESSORI DELLE SUPERIORI AI QUALI E' STATA NEGATA LA CONCILIAZIONE  AFFERMANDO UNILATERALMENTE CHE PER LORO L'ALGORITMO ERA GIUSTO!!
La verità la scrive a pag. 3 Marco Lodoli nel suo "IL COMMENTO": "Certo è che tanti nuovi Professori, spesso 40-50enni si trovano fuori dalla precarietà professionale ma dentro un'imprevista precarietà esistenziale: devono fare la valigia e trasferirsi al Nord, se vogliono avere un posto sicuro, devono lasciare la famiglia, trovarsi una stanza ammobiliata, inventarsi una vita lontana da casa e affetti..."
Ecco la parola CHIAVE è, appunto, IMPREVISTA.
Rifletta Giannini e chi la tiene su quella poltrona: rifletta sulla Costituzione e su alcune Leggi e Diritti.


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