domenica 24 marzo 2024

La Sig.ra Anteri e altre mille vite - Romanzo - Cap. XI

 La Sig.ra Anteri e altre mille vite

Capitolo XI


La giornalista non rispose mai.

Ma a Giulia Anteri questo non interessava, l'importante è che di certo aveva letto la sua lettera e quella intrigante era stata scoperta per ciò che veramente era da chi l'aveva lodata senza sapere.

Ma quante persone finiscono sulle copertine di settimanali e vantate su articoli di giornali senza merito alcuno, anzi con demeriti tenuti ben nascosti? Giulia aveva conosciuto nel corso della sua vita molte persone  di fama per ragioni diverse ed aveva così constatato quanta falsità appaia sui mezzi di comunicazione.

Nel caso della Salieri, pur non essendo una bellezza, aveva usato la sua giovinezza per soddisfare le voglie di vecchi bavosi come il suo protettore e uno dei Commissari, che avevano cinicamente venduto il concorso di Federica sperando di avere chissà quali finanziamenti grazie a questo mercato, Giulia se lo ritrovò davanti un giorno in un bar dove stava prendendo un caffè. Si girò e l'essere schifoso era al banco alla sua destra. Per un attimo pensò di approfittare di quell'inusitata occasione per sputargli in faccia. Che avrebbe mai potuto farle? Avrebbe poi potuto giustificare il gesto prendendolo per i fondelli con un: "Ho avuto un colpo di tosse!" Ma le mancò lo spirito e se ne rimproverò. Era stata un'occasione d'oro!

Sua figlia stette male. Ebbe la febbre e, incinta di cinque mesi, rischiò di perdere il bambino. Fu l'unica volta nella sua vita che pensò veramente di uccidere un essere umano: quel Commissario a cui aveva mancato l'occasione di sputare in faccia, perché lui era il Presidente di Commissione quindi l'autore di quel delitto.

Quanta gente ignobile aveva incontrato nella sua vita e a poco a poco la sua natura iniziale di disposizione totale verso il prossimo si era ridotta quasi a zero nel presente.
Ora che in tarda età non doveva vedere altro per rendersi conto della realtà, sapeva che l'umanità in generale merita il peggio, perché usa la sua intelligenza per nuocere agli altri. Di certo non merita pietà.
Ci sono eccezioni, ma Giulia ne aveva incontrate poche e queste non riscattavano la certezza che la specie umana era quanto di peggio vivesse sul pianeta.

Limitava ormai la sua capacità di comprensione solo alle persone che erano entrate nella sua sfera familiare.
Una di queste era un suo consuocero: un uomo intelligente, elegante, di successo.
Lo conobbe con l'intera famiglia del fidanzato di sua figlia. Pur essendo un ingegnere che aveva saputo costruire una fortuna miliardaria con il suo ingegno ed il suo lavoro egli si interessava di musica e letteratura. La sua conversazione era interessante ed elegante, parlava in perfetto italiano senza alcuna inflessione dialettale. 
Ma le cose con sua moglie non andavano bene. Lei era palesemente infelice.
Giulia apprese che erano in crisi e che non era la prima volta. Ma quella che venne poco dopo che lei li ebbe conosciuti fu quella defintiva.
A Giulia dispiacque molto la loro separazione: vederli insieme era un piacere, belli, eleganti, colti, ricchi grazie al loro lavoro... Ma qualcosa nel loro matrimonio non aveva funzionato e l'addebito sembrava essere tutto a carico di lui: Luigi, detto Gigi. 
Regina gli rimproverava indifferenza, mancanza di comprensione, egoismo ed infine tradimento. L'unica cosa positiva è che Luigi glielo aveva rivelato, non l'aveva ingannata fingendo.
Lui aveva reagito alle frizioni caratteriali e a qualche difficoltà nei rapporti intimi pubblicizzando il suo tradimento quasi come una rivendicazione della sua mascolinità che, se non funzionava bene con lei, non dipendeva da lui...
Gigi cercò di opporsi in ogni modo alla separazione sperando fino all'ultimo in un ripensamento di lei. Segno che a sua moglie teneva e molto.
Ma Regina fu irremovibile, ormai aveva conosciuto un uomo che era esattamente l'opposto di Gigi e nel conoscerlo Giula Anteri si chiese come potesse Regina averlo scelto. 
Era l'opposto del suo consuocero: un uomo modesto, dall'aspetto ordinario, che cercava di mostrarsi all'altezza di Regina dicendo anche cose sagge, ma sempre intrise di ovvietà... Dalle sue origini socialmente modeste e da un lavoro artigianale appreso dal padre si era già sollevato un poco sulla scala sociale sposando una donna di esperienza che, forse grazie anche a qualche relazione sentimentale con uomini potenti all'interno di un Ente del parastato, aveva raggiunto una posizione importante rimanendo nubile. Lei lo aveva fatto entrare come impiegato e si erano sposati nonostante i quasi dieci anni di differenza in più di lei. Ma la donna in fondo si vergognava di quel marito che certo non era all'altezza degli uomini a cui era abituata ma che non l'avevano sposata, forse perché una famiglia già l'avevano. Lo riprendeva spesso quando lui, tentando di essere all'altezza di lei, parlava dicendo però cose che la mettevano in imbarazzo, perché svelavano la semplicità culturale dell'uomo. Dopo molte umiliazioni lui aveva deciso per la separazione e poi per il divorzio.
Ma la voglia di ascesa sociale non l'aveva mai abbandonato, come accade a tante persone di modesta cultura e modesto intelletto che, non riuscendo con i propri mezzi intellettivi a sollevarsi ad un livello più alto dove aspirano ad arrivare, usano altri esseri umani come scala. Hanno per questo uno spirito gregario, servile verso la persona che serve loro da scala: così era Rosario verso Regina ed evidentemente questo a lei bastava.
Giula Anteri perdonava a Luigi il suo egoismo indubbio, la sua mancanza di sensibilità verso i problemi altrui, che dimostrava nel non concedere alcun aiuto qualora gli venisse richiesto, anche se a lui non costava nulla in fatto di denaro.
Ma via via scoprì che anche la sua ex moglie, che parlando con Giulia denunciava continuamente l'insensibilità di Gigi, aveva però la stesse caratteristiche caratteriali. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

bello riggerla, la sua capacità di analizzare l'anima umana è interessante

Rita Coltellese ha detto...

Grazie.