mercoledì 27 settembre 2017

I Racconti di una cattivissima vecchia 3°

Quante occasioni mancate di mettere a posto piccole e grandi carogne! Che spreco di bontà aver graziato certi brutti insetti!
Se penso al silenzio con cui assistevo alle stranezze di certe ignoranti supponenti, che scambiavano il mio graziarle da ciò che avrebbero meritato per mancanza di intelligenza!
Sbagliato essere inibiti dalla buona educazione davanti a tanta palese stupidità!
Oggi a certe matte, ai loro atteggiamenti manieristici, al loro criticare questo e quello senza guardare la trave che avevano nell'occhio, risponderei sbattendogli in faccia la verità che si davano tanta pena di rimuovere!
Ricordo una che si atteggiava a gran dama e mi parlava male di una certa Grazia insieme ad un'altra. Entrambe due nevrotiche vere, clinicamente malate: una si era messa a letto due mesi con le gambe paralizzate, sanissime, per una paresi isterica. I suoi due bambini abbandonati a sé stessi... E aveva il coraggio di parlare di questa Grazia, sua amica e per me solo una conoscente, come di una persona che aveva problemi psicologici profondi!
Avrei dovuto dirle: "Ma guardati tu! Sta' Grazia sarà pure una che, come dice Gabriella (l'altra nevrotica certificata), ci ha provato pesantemente con il marito, sarà pure vero che il marito di questa Grazia è "uno che manda avanti la moglie", come dice lei, ma non mi sembra matta come voi due."
Che gente! Tutti ipocriti poi gli uni con gli altri!
Gli amici che frequento io sono amici veri! 
Questi recitavano delle parti, non erano mai autentici, né con me né fra loro!
Risultati immagini per film "Perfetti sconosciuti"
Solo quella certa Gabriella diceva il vero su quella Grazia e l'episodio "cochon" delle "avances" sul marito doveva essere vero, perché la stessa Grazia, supponendo che ne fossi venuta a conoscenza, disse che le dispiaceva di non aver avuto più rapporti con Gabriella e suo marito per un "equivoco" che c'era stato con loro... 
C'era poco da  equivocare, perché Gabriella era si una povera nevrotica, ma non una mitomane. Altro genere di matte le mitomani. 
No, non ho carità verso i matti che riversano le loro turbe sugli altri, non sopporto gli atteggiamenti fasulli, le pazzie che dicono e che devi ascoltare senza dirgli in faccia: "Ma che cazzo stai dicendo? Sei una ignorante, una persona superficiale, una irresponsabile per come ti comporti, non vali niente perché nulla sai fare né sai risolvere! E parli supponendo che chi ti sta davanti sia più ignorante di te, sia strana perché se ne sta tranquilla a casa sua e non da in smanie come te, ma che film ti fai in quella testa bacata?"
Poi quando questo tipo di nevrotiche si accorgeva dai fatti che non ero la persona che loro si erano figurata, chissà perché, nelle loro povere teste, reagivano, da matte quali erano, senza spontaneità, incanalando la loro frustrazione nella negazione: dunque non salutavano, rosicavano, non sapendo capacitarsi di quello che io ero e sapevo fare.
La gente va messa a posto subito, inutile graziarla per buona educazione. 
Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale, essendo il racconto frutto della fantasia della scrittrice Rita Coltellese.

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