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giovedì 19 settembre 2013

Acqua bene comune

Roma 24/09 - Convegno sulla legge regionale per l'acqua pubblica
lazio_testata_sito3Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve
Verso l'approvazione della Legge Regionale per la gestione pubblica e partecipata dell'acqua nel Lazio
Casa Internazionale delle donne, in Via della Lungara 19 (Trastevere) - 00165 Roma
Roma, 24 Settembre 2013


A oltre due anni dai referendum del 12 e 13 giugno 2011 continua, in tutta Italia, la mobilitazione per la piena applicazione degli esiti referendari a difesa dell'acqua e della democrazia.

Dopo la straordinaria vittoria referendaria e i molteplici tentativi politico-amministrativi per annullarne il risultato, è sempre più viva la necessità di contribuire a dare piena applicazione all'esito del referendum, rispettando così i principi di democrazia grantiti dalla nostra Costituzione.

In diversi territori si sono intanto aperti percorsi di ripubblicizzazione: oltre all’esperienza di Napoli, che ha concluso il processo di trasformazione della società a totale capitale pubblico in azienda speciale, da Palermo a Torino, dalla Romagna alla Toscana, l’uscita dal circuito delle SpA ha smesso di essere un tabù per le amministrazioni locali, contribuendo a sanare le troppe illegittimità negli affidamenti diretti a questi enti di diritto privato.

Anche nella nostra Regione è stato elaborata una proposta di legge popolare per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico nel Lazio, presentata grazie all'approvazione a maggioranza qualificata di 39 consigli comunali, e con il sostegno di quasi 40.000 firme di elettori della Regione. Grazie allo strumento del referendum propositivo se il Consiglio Regionale non approverà, entro marzo 2014, una legge che ricalchi quella presentata, il testo della proposta di legge sarà sottoposto a referendum regionale.

Per questo intendiamo accompagnare il percorso della legge con iniziative di comunicazione, diffusione e mobilitazione che coinvolgano cittadini e ammistrazioni, nell'ambito delle quali si colloca il convegno del prossimo 24 settembre, oggetto del presente invito. In questo quadro pensiamo infatti sia di grande interesse, per le amministrazioni locali, per i comitati e per i lavoratori del settore, un confronto sui temi legati ad un'idea di servizio pubblico di qualità e partecipato.

In un momento in cui l'operato degli enti di prossimità è messo in forte difficoltà dai provvedimenti nazionali legati alla spending review e al patto di stabilità interno, è indispensabile non solo definire e proporre nuovi sistemi di finanziamento del servizio idrico e dei servizi pubblici locali, ma anche rafforzare la collaborazione tra gli enti locali anche nell'ottica di un'azione politica comune che rimetta al centro la capacità dei Comuni di governare pienamente i propri territori secondo il mandato democratico delle comunità locali.

Per questo si terrà il 24 settembre, alle ore 15.30, presso il Centro Congressi della
Casa Internazionale delle donne, in Via della Lungara 19 (Trastevere) - 00165 Roma. 
Per il convegno:

"Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve: verso l'approvazione della Legge Regionale per la gestione pubblica e partecipata dell'acqua nel Lazio"

Vorrei aggiungere a questo invito all'interessantissimo Convegno una delucidazione personale: nel riceverlo mi ero chiesta cosa volesse dire che Napoli "ha concluso il processo di trasformazione della società a totale capitale pubblico in azienda speciale" ed ho chiesto chiarimenti ad Alfonso Perrotta dei Comitati per l'Acqua, questa la sua chiarissima risposta: a Napoli la società che gestiva l'acqua, l'ARIN era una società per azioni con intero capitale pubblico, ma in quanto spa  soggetta oltre che alle leggi di mercato a quelli che riguardano il diritto privato. L'azienda speciale che si è costituita è di diritto pubblico e garantisce meglio i cittadini ed i lavoratori. Questa trasformazione è stata voluta fortemente dalla giunta De Magistris ed in particolare dal prof. Lucarelli che sarà presente all'incontro di Martedì 24. Chiaramente questa trasformazione è stata possibile con maggiore velocità perchè il socio unico era il Comune di Napoli e quindi ha potuto decidere in piena autonomia. Diversa è la situazione per esempio a Roma dove in Acea Spa ci sono anche i privati e quindi bisognerà arrivare ad una contrattazione con loro, ma se c'è la determinazione e la mobilitazione politica e sociale possiamo farcela come ha fatto recentemente Berlino, e prima ancora Parigi,  che ha cacciato la multinazionale Veolia.

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