mercoledì 1 febbraio 2012

Già, sullo stesso carro...ma c'è chi tira e chi si fa tirare...

Ricevo da Silvia O. la seguente comunicazione:
400 anni fa la situazione economico finanziara era uguale alla nostra di oggi. Colbert diventò Ministro dell'Economia  dopo la morte del Mazzarino. Il dialogo era scritto in portoghese, io l'ho ricevuto da Emilio nella traduzione spagnola, e te  lo mando  tradotto in italiano da me.

Y hoy, cuatro siglos después........ este  diálogo está siempre vigente.
E oggi, quattro secoli dopo……Questo dialogo è sempre  attuale
Mazzarino e Colbert alla corte del Re Sole
.

Il dialogo: (reale o immaginario?)

Colbert: 
Bisogna trovare  i soldi! Però… arriva il momento  in cui  ingannare (il contribuente) non è più possibile.
Mi piacerebbe  signor Sovrintendente che mi spiegasse  come è possibile continuare a spendere quando si è già indebitati fino al collo ...

Mazzarino:
 Se si tratta di  un semplice mortale, ovviamente, quando si è coperti di debiti, si va in galera.
Però lo Stato……!! Quando si parla dello  Stato è tutto  diverso! Non è possibile mandare in  prigione lo  Stato. Pertanto lo Stato può continuare ad indebitarsi ... Tutti gli stati lo fanno!

Colbert:
 Ah, sì? La pensa così? Tuttavia, abbiamo bisogno di soldi.
E come possiamo ottenerli se già abbiamo creato   tutte le tasse possibili e  immaginabili?

Mazzarino:
 se ne creano altre

Colbert: 
Ma non è più possibile  creare   tasse sui poveri.

Mazzarino: 
certo , questo non è più possibile.

Colbert:
 allora sopra i  ricchi?

Mazzarino:
 sopra i ricchi neppure.. Essi non spenderebbero più.. Un uomo ricco che non  spende non permette di vivere a centinaia di poveri. Un ricco che spende, sì.

Colbert: 
Allora, come possiamo fare?

Mazzarino:
 Colbert! Tu ragioni  come se il tuo cervello fosse  un formaggio di Gruviera! C'è una quantità enorme di persone che stanno  tra i  ricchi e i  poveri: coloro che lavorano sognando di diventare ricchi e  temono di  diventare poveri. È a questi che dobbiamo prendere più tasse, ogni volta di  più…. sempre di più! A questi, quanto più gli togliamo, tanto  più lavoreranno per compensare quello che gli togliamo. Si tratta di un serbatoio inesauribile.

Giulio Mazzarino (1602-1661), di origine italiana, di Pescina, vicino L’Aquila, fu educato dai gesuiti e nominato nunzio papale in Francia nel 1634, conquistandosi la stima del cardinale Richelieu, Richelieu che ricordiamo essere stato promotore dell’assolutismo francese. Fu la vedova di Luigi XIII, Anna d’Austria, a volerlo primo ministro e tutore del figlio Luigi XIV. Mazzarino, energico di carattere, rafforzò l’autorità del re, a discapito dei diritti dei nobili. Di quegli anni si ricorda un periodo di guerre civili, ostilità contro la corona (1648-1653), note col nome di Fronda, che Mazzarino dovette combattere con l’esercito. Una prima insurrezione fu quella parlamentare (Fronda parlamentare), seguita da quella dei principi (Fronda dei principi): ambedue debellate. Fu allora che si rafforzò l’autorità del re. In aggiunta: un crescente malcontento popolare dovuto all’aumento delle tasse a causa della guerra e a un’insufficienza di generi alimentari di prima necessità. Cresciuto Luigi XIV, questi prese in mano le redini del governo, pur sempre consigliato dal cardinale. Mazzarino raccolse una grande fortuna, pregiate opere d’arte che poi lasciò al suo sovrano.    
                    
Alla morte di Giulio Mazzarino entra in scena Jean Baptiste Colbert (1619-1683), ministro delle finanze. Colbert comincia con essere già nel 1651 amministratore privato del cardinale che, prima di lasciare il corpo, lo raccomanderà al giovane sovrano. Jean Baptiste si guadagnò la fiducia del re svelando le irregolarità di numerose transazioni finanziare commesse da Fouquet, l’allora intendente al tesoro dello stato, che fu successivamente arrestato con l’accusa di frode.

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Infine una vignetta attuale


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho dei dubbi sull’autenticità di quel dialogo tra il Cardinale Mazzarino e Colbert.
“Tu ragioni come se il tuo cervello fosse un formaggio di Gruviera” è una frase originale e spiritosa. Chi legge,associa la gruviera ad un cervello pieno di buchi!
Non credo che in quegli anni esistesse il formaggio Gruviera!
In ogni caso, trovo questo dialogo “illuminante” per capire i cervelli “diabolici” dei nostri tempi che studiano e si inventano tasse e balzelli astrusi per racimolare “spiccioli” in ogni dove, escluse le categorie protette ovviamente.
Intanto… ci impongono, come da copione, una sorta di rapine e furti legalizzati, alla faccia della giustizia e dell’equità. Io la vedo così…
La vignetta del carro rende bene l’idea…. Le differenze tra i potenti e gli altri sono sostanziali e molto evidenti.
Silvia O.

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