domenica 8 agosto 2021

GOCCE DI VITA - Estorsione consentita dalla legge?

 

GOCCE DI VITA

 

Argomento: Giustizia

 

Estorsione consentita dalla legge?

 

L’Ing. Antonio Pietri aveva una grande passione per il mare. Lavorava moltissimo per assicurare alla sua numerosa famiglia il necessario e l’unico svago per lui era il mare.

Nuotava come un pesce e amava immergersi in apnea con maschera e pinne, d’inverno anche con la muta.

Con pochi soldi si era comperato un gommone usato fin da studente e con quello riusciva ad andare al largo e a pescare.

Poi comperò una barchetta da lago, sempre usata, dopo aver rivenduto il suo gommone iniziale. E incredibilmente era così abile da riuscire ad andare per mare, anche mosso, con la sua barca da lago a motore. Se il motore si ingolfava o altro lui sapeva risolvere tutto, sempre, con un’abilità che trascendeva il fatto che fosse un Ingegnere, dato che la sua professione era incentrata nell’Ingegneria Informatica.

Con gli anni e una maggiore possibilità economica iniziò a comperare gommoni sempre più grandi e sempre usati, ma in buono stato. Poi se ne stancava e li rivendeva acquistandone di più grandi e con motori più potenti.

Per qualche anno ebbe una barca da mare, ma non cabinata, vi apportò anche delle modifiche per avere delle comodità: ad esempio una doccetta di acqua dolce per poter lavare l’acqua salata dai corpi dei suoi bambini e di sua moglie che erano il suo equipaggio.

Vendette alla fine anche quella barca dopo averci lavorato tanto. Quando non era in acqua quello era il suo hobby: lavorare sulla barca o sul gommone di turno.

Di certo quando li vendeva erano migliorati rispetto al momento dell’acquisto sempre all’usato.

L’ultimo gommone che vendette era veramente enorme e con due motori. Scomodo da tenere in rimessaggio per le sue dimensioni che non gli consentivano di tenerlo nel suo garage e nemmeno in quello più grande di suo padre, che amava coinvolgere nelle sue uscite in mare con tutta la famiglia al seguito cedendo all’anziano anche il volante.

Finalmente acquistò un gommone che entrava perfettamente con tutto il suo carrello nel garage paterno.

Dopo oltre due mesi dalla vendita del penultimo gommone posseduto, il più grande che avesse mai avuto, gli arrivò la telefonata dell’acquirente che lamentava la rottura di uno dei due motori accusandolo di averlo frodato.

Antonio Pietri si meravigliò e si tese a sentire una così offensiva accusa e gli rispose che lui gli aveva venduto il gommone perfettamente funzionante e che tutto era scritto nella loro scrittura privata. Come poteva, dopo aver usato per due mesi in mare in piena estate il natante, venire a reclamare che la colpa della rottura fosse sua?

Ma quello insistette puntigliosamente che il meccanico dove aveva portato a riparare il motore gli aveva detto che la rottura era dovuta a qualcosa che già c’era da prima e che lui glielo aveva fatto mettere per iscritto e che se l’Ingegnere non avesse pagato la costosa riparazione lui gli avrebbe fatto causa.

“Ma faccia quello che vuole! – Rispose sicuro di sé Antonio. – Io so cosa le ho venduto, il motore a me non si è mai rotto, l’ho tenuto bene, mai sforzato, perché ci portavo i miei bambini e mio padre l’ha anche guidato. Mio padre ha ottanta anni!”

Ma quello gli scrisse allora una raccomandata chiedendo ancora soldi e minacciando azioni legali.

Antonio rispose con una lettera in cui rintuzzava sia tecnicamente che legalmente le pretese del nuovo proprietario, sottolineando che lui non era una rivendita autorizzata di natanti e che le vendite fra privati non prevedono l’emissione di una garanzia scritta come colui pretendeva.

 

Infine gli arrivò una lettera di un avvocato con dichiarazioni assolutamente false del suo cliente che asseriva di essere stato raggirato.

Antonio pensò seriamente di querelarlo per diffamazione, poi ripiegò per la consultazione di un avvocato di una Associazione di Consumatori a cui era iscritta sua madre, che si era dimostrato molto in gamba nel risolvere diversi contenziosi promossi dalla sua genitrice contro abusi vari di erogatori di Servizi… Ma non solo, l’avvocatessa, una bella donna pacata e ben preparata, si era dimostrata brava anche in altri campi della giurisprudenza civile.

La prima cosa che disse all’Ingegnere fu che serviva una perizia se fossero andati in causa, dato che quello insisteva, e le perizie costano. Suggerì di accettare la mediazione che aveva un costo minimo, giacché la recente giurisprudenza si era orientata sulle mediazioni per evitare l’affollamento delle cause nei Tribunali.

“Ma perché debbo spendere dei soldi per un imbecille che sforzando il motore per due mesi l’ha rotto e chiede a me di pagargli la riparazione! Io il motore gliel’ho venduto funzionante, perché dovrei pagare un danno che non mi compete? Dovrei querelarlo per aver detto che l’avrei raggirato! Non sono mica un rivenditore di natanti che gli dovevo dare una garanzia scritta… E’ tutto scritto nella carta privata allegata al passaggio di proprietà in cui descrivo lo stato del tutto e che lui ha accettato.”

“Lei ha ragione, Ingegnere, – gli disse la pacata avvocatessa – ma questo insiste e lei o lo denuncia, e allora deve rivolgersi ad un penalista, oppure deve andare in mediazione dove lei esporrà in mia presenza e in presenza dell’avvocato della controparte, oltre che dell’avvocato mediatore, le sue ragioni ben documentate e sentiamo questo cosa risponde.”

“Quanto mi costa questa mediazione, avvocato, oltre la sua parcella naturalmente che per fortuna è a misura per gli iscritti alla Associazione… mia madre, ma intendo iscrivermi anche io.”

“Non è necessario, Ing. Pietri, sua madre ha portato tanti di quegli argomenti vincenti in questa Associazione che, oltre alla tessera e ad aver pagato le nostre sia pur agevolate parcelle, ci ha fatto fare bella figura in diversi contenziosi. Sua madre è una combattente ed è una che, pur non essendo un avvocato, sa impostare bene le sue battaglie sul piano del Diritto. – Sorrise: “Io gliel’ho detto più di una volta che è anche merito suo se vinciamo, quando lei mi loda e mi ringrazia.”

“Ma guarda un po’ se uno deve spendere tempo e soldi senza aver fatto nulla!”

“Caro Ingegnere accade anche di peggio sa? Gente che muore a causa dei comportamenti ingiusti di altri e i poveri parenti debbono spendere soldi di avvocati senza neppure avere giustizia.”

“Oh! Certo, ma sa io ho una famiglia numerosa, mia moglie non lavora, e questa persecuzione di questo imbecille mi fa indignare!”

 

Venne fissata la data della mediazione. L’Ing. Pietri provava una vera repulsione a doversi sottomettere ad un accordo per qualcosa che lui non aveva fatto, di cui era accusato ingiustamente, e pensava che quello dell’acquirente era un vero tentativo di estorsione: aveva sforzato il motore perché era un cretino che non sapeva usare quel gioiello che aveva comperato e con il quale lui, Antonio Pietri, aveva girato per isole e andando costa costa portandoci l’intera famiglia, senza mai problemi: “Gliel’ho dato funzionante e questo l’ha rotto e vuole che gli paghi io una riparazione di migliaia di euro! La legge dovrebbe tutelarmi consentendomi di denunciarlo per estorsione, visto che mi chiede soldi perseguitandomi con raccomandate e lettere di avvocati, invece mi offre il canale di una mediazione che mi ripugna! Debbo mediare cosa?! Con uno che si inventa qualcosa di falso coadiuvato da un mascalzone di meccanico che gli ha scritto cose che non stanno né in cielo né in terra sul piano tecnico, ipotizzando difetti che il motore non aveva!”

Ma scoprì anche dell’altro: nella convocazione dell’Ufficio del Mediatore appariva il riferimento ad una denuncia penale che l’insistente acquirente aveva presentato contro l’Ingegnere.

Sbalordito Pietri telefonò all’avvocato che lo assisteva nel contenzioso civile.

“Dovevo farlo io visto che mi sta accusando di frode senza prove se non le assurdità che gli ha scritto il meccanico, mi sta diffamando ed io sono un professionista conosciuto e stimato.. E questo mi ha denunciato per cosa?”

“Per saperlo dovrei chiedere un accesso agli atti ingegnere, - gli rispose l’avvocato – forse l’accusa di averlo frodato, frode è penale.. Non posso assisterla in questo, deve rivolgersi ad un penalista che faccia l’accesso agli atti per lei. Poi, sulla base di quello che ha scritto, lo controquerela per diffamazione con ampia facoltà di prova…”

 

A questo punto l’Ing. Pietri cominciò a stare in tensione giacché si rendeva conto che, pur non avendo fatto nulla, si poteva essere accusati ingiustamente e la Legge, invece di punire il tentativo di estorsione, diceva alla persona a cui si chiedevano soldi con false accuse, “mettetevi d’accordo”.

Non solo, ma se avesse rifiutato quel passaggio della mediazione e quello fosse andato avanti chiamandolo in causa, il giudice sarebbe stato mal disposto verso la sua parte perché dal verbale risultante dalla mediazione avrebbe letto che egli non si era presentato.

L’avvocatessa dell’Associazione glielo aveva spiegato chiaramente: i soldi della mediazione erano una spesa inevitabile; se fosse andato subito in causa intanto la sua parcella non poteva essere quella di routine dell’Associazione, poi avrebbe dovuto per forza presentare una perizia tecnica firmata da qualche perito, dunque altri costi.

Fu così che l’ingegnere, per quanto esperto di motori nautici, scoprì che la sua testimonianza tecnica, essendo di parte, non bastava.

Non solo, ma dato che l’acquirente l’aveva denunciato, dovette pagare anche un  avvocato penalista perché facesse l’accesso agli atti in modo da visionare tale denuncia ed il suo contenuto, per poi decidere se procedere ad una controquerela per diffamazione.

Alla mediazione l’acquirente non aveva il coraggio di guardarlo in faccia e rimase sempre con gli occhi bassi.

Quando egli espose i fatti  su richiesta della sua avvocatessa lo fece con perizia tecnica e servendosi anche di un filmato, tramite il suo tablet, che ammutolì sia l’avvocato della controparte sia l’avvocato mediatore: il filmato mostrava dall’alto, dunque da lontano,  un natante che dal Porto di S. Felice Circeo andava verso l’Isola di Ponza.

“Ecco, - illustrò Pietri – questo è il percorso che ha fatto in mare ogni giorno per due mesi, avanti e indietro, il gommone da me venduto alla controparte qui presente.”

“E quello ripreso è il gommone?” Chiesero quasi in coro l’avvocato del silente richiedente danni e l’avvocato mediatore.

“No, - disse secco l’ingegnere – quello del filmato è il traghetto lungo trenta metri, con adeguati motori ovviamente. Immaginate il gommone lungo sei metri con due motori fare questo percorso ogni giorno per due mesi avanti e indietro sforzando al massimo i motori, cosa che avevo ampiamente sconsigliato alla controparte qui presente.”

Controparte che taceva guardando il pavimento. A questo punto tacquero tutti.

Ma la legge deve mediare e l’avvocato mediatore, visibilmente conscio della situazione, disse comunque: “Va bene. Ma qui c’è una fattura di 3.500 euro. Cosa vogliamo fare?”

L’avvocatessa che difendeva l’ingegnere chiese di potersi consultare con il suo assistito e uscirono dalla stanza.

“Ing. Pietri, lo so e hanno capito tutti, ma questo conviene liquidarlo qui. Quanto è disposto a dare?”

Pietri non avrebbe voluto cedere all’estorsione legalizzata, ma quello che gli si prospettava d’avanti era una causa con spese vive maggiori: solo la parcella della brava avvocatessa, lei glielo aveva detto schiettamente, sarebbe stata dell’ordine di 2.000 euro.

L’esito poi, anche con un verbale di mediazione in cui sarebbe comparso che lui si era presentato, era nebuloso, come la giurisprudenza italiana dimostrava continuamente con sentenze sorprendenti che lasciavano i cittadini esterrefatti.

Si piegò al saggio consiglio della bella avvocatessa e accettò di dargli 1000 euro.

“Mille euro senza aver fatto niente!” Pensò con rabbiosa frustrazione.

Rientrarono. L’avvocatessa comunicò l’offerta all’avvocato mediatore. Questi dette del tempo alla parte ricorrente per valutarla e fissò una riunione di lì a 2 mesi per una risposta: se accettazione o se la parte ricorrente voleva andare in causa.

L’ingegnere intanto si era rivolto ad un anziano penalista per l’accesso agli Atti della querela che l’irragionevole acquirente aveva presentato su di lui, ma di cui nessuno gli aveva dato notizia, pur essendo trascorsi, dalla data del riferimento che appariva nella convocazione della mediazione, ormai 9 mesi!

“L’avranno archiviata.” Gli disse sua madre. “Archiviano tutto ormai. Ho denunciato quel farabutto presidente del consorzio che doveva costruire la casa che volevo donare a tuo figlio, con tanto di impegno da lui firmato davanti all’avvocatessa Nobili di restituzione dei miei soldi che ormai deteneva senza ragione alcuna, avendo accettato il mio ritiro dal progetto visto che la casa non la costruiva, e l’Ispettore Capo del Commissariato me lo aveva preannunciato: “Signora vedrà che l’archiviano.” “Ma è appropriazione indebita!” Avevo detto io. Invece ha avuto ragione lui ed io i miei soldi sono riuscita ad riaverli solo grazie all’Avv. Nobili, bravissima! Facendogli pignorare tutti i conti correnti a quel farabutto! Comunque, se invece mandassero avanti una simile denuncia temeraria, perché in questo Paese bisogna aspettarsi di tutto, noi lo controquereliamo e gli chiediamo i danni a questo stupido mascalzone!” Concluse la battagliera anziana signora.

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