giovedì 17 dicembre 2015

I rischi della comunicazione sul WEB

Non vi è dubbio che il WEB ha allargato la possibilità di comunicare, ma è anche vero che vi si incontra di tutto, esattamente come avviene nei contatti fisicamente vicini: con i colleghi, con le persone che si incontrano quotidianamente e casualmente per i motivi più disparati, con i vicini di casa ecc.
E' bello scambiare opinioni ed idee ma la differenza non sempre è arricchimento.
Non lo è quando lo scambio di opinioni avviene fra persone di livello culturale e civile differente. Non c'è alcuna comunicazione, non ci può essere e chi è più civile deve sottrarsi ad un confronto che risulta impossibile.
Mentre nella comunicazione, a volte inevitabile, con le persone che incontriamo ogni giorno c'è comunque lo schermo dell'ipocrisia, usata da chi è ottusamente incapace di accettare l'altro per chiusura culturale, nel WEB, essendo al riparo della fisicità e spesso della vera identità, la persona culturalmente inferiore reagisce al confronto di idee con l'insulto, non avendo capacità dialettiche e, soprattutto, avendo incapacità ad accettare opinioni diverse.
L'incomunicabilità in cui credeva Michelangelo Antonioni esiste. Egli descriveva un'incomunicabilità più intima, fra persone che hanno una relazione più personale, ma esiste anche una impossibilità a comunicare fra persone CHE NON SONO PARI.
Si scatena poi in chi avverte una qualsivoglia, non ammessa, inferiorità, una reazione aggressiva verso chi, nella comunicazione, risulta superiore intellettualmente quando addirittura anche intellettivamente. La reazione dovuta alla frustrazione è sempre volgare, aggressiva e si esprime con l'insulto.
Se ne conclude che anche i più incalliti comunicatori debbono arrendersi evitando lo scambio inutile con chi si rivela decisamente limitato, dunque inferiore.
Nei rapporti della quotidianità all'insulto, evitato con l'ipocrisia, si può sostituire financo la calunnia, ma chi è più intelligente e civile può evitare quanto più possibile il contatto e, se inevitabile, assumere un atteggiamento comunque di distanza e freddezza, a difesa da chi si dimostra ottusamente incapace a capire anche realtà concrete e tangibili.
Il WEB è solo un'illusione di comunicazione che può avvenire veramente solo fra PARI.
ALCUNE AUTOREVOLI OPINIONI IN PROPOSITO 

Curzio Maltese: Lungi dal liberare i cittadini dalla passività del mezzo televisivo, la rete ha costruito una base di finta partecipazione che permette a chi comanda di decidere da solo, ma fra gli applausi dei sudditi. Oltre a impedire la partecipazione, la rete limita anche il dibattito. O meglio, abbassa il dibattito a un livello tale da renderlo del tutto inutile, se non come pretesto per sfogare la rabbia di qualcuno e la pazzia di molti. Su Internet sono tutti esperti, scienziati, profeti. Il dato oggettivo non esiste perché, almeno in questo, uno vale davvero uno. Si assiste dunque a discussioni su argomenti importanti e complessi affidati a pseudo studiosi, con corredo di deliranti teorie del complotto e vere e proprie leggende metropolitane.

Umberto Eco: "ormai Internet è divenuto territorio anarchico dove si può dire di tutto senza poter essere smentiti." 

Richard Sennett (sociologo): Non è d’accordo con Umberto Eco, quando accusa i social media di aver dato una piattaforma alla stupidità, però pensa che abbiano favorito l’aggressività.

Ed io aggiungo: l'intolleranza.

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