giovedì 16 luglio 2015

Pidocchiopoli - "Il pidocchio in cima all'asta"

PIDOCCHIOPOLI

INTRODUZIONE

Il pidocchio in cima all'asta

Pidocchiopoli è un luogo inventato, come Paperopoli, solo che Paperopoli, città immaginaria creata da Walt Disney, è collocata in un posto preciso, anche se immaginario, Pidocchiopoli no, Pidocchiopoli è ovunque, ovunque ci sia un personaggio umano pidocchio.

Fino oltre i miei 40 anni di vita non avevo mai pensato di qualcuno che fosse un pidocchio. Forse frutto di una formazione cristiano-cattolica ricevuta dai miei genitori, creature che si ponevano di fronte agli altri sempre con un sentimento di rispetto ed umiltà e che al massimo rimanevano sorpresi dai comportamenti meschini di certi loro simili, dispiacendosene...

Poi un giorno, una mia collega che per età potrebbe essere mia figlia, dunque con molta meno esperienza di vita, mi ha detto una di quelle cose che sono come delle illuminazioni per me, essendo io, anche ora a quasi 70 anni, sempre pronta ad imparare da chiunque: più giovane, meno acculturato, meno dotato di intelligenza... Tutti, tutti possono dirmi quella cosa illuminante che colgo e che mi rimane!
La mia giovane collega mi stupì con un commento che mi è rimasto e che ora mi serve per scrivere di Pidocchiopoli.

Parlavamo di un'altra collega, una donna di mezza età, gentile con tutti, sollecita nell'aiutare tutti, colleghi e persone che frequentavano occasionalmente la struttura... Per questo era molto benvoluta, anche da me che ne apprezzavo l'indole generosa; un po' meno dalla mia giovane collega che invece la riteneva semplicemente la classica leccona, una che voleva darsi importanza facendosi benvolere da tutti. Certo capivo quello che voleva dire la mia giovane collega: la gente, facendo leva sul suo standard, provava ad ottenere lo stesso comportamento anche dagli altri elementi della struttura... Con una specie di ricatto morale e, non ottenendolo, lodava la sollecita e disponibilissima collega di mezza età.
Notai però che ella, sempre così gentile e carina con tutti, si rivolgeva con una certa degnazione, come non faceva nessuno di noi, verso la donna delle pulizie dell'impresa incaricata di pulire i locali della nostra struttura.
Pur non essendo rudemente realista, come si rivelò essere la mia giovane collega a cui comunicai quanto avevo constatato, nei miei pensieri si era affacciata la perplessità e la domanda per un simile comportamento che contrastava con il resto e avevo abbozzato una possibile spiegazione di tipo psicoanalitico: forse ella aveva in famiglia una simile figura lavorativa da cui voleva prendere le distanze?
La giovane collega prese un righello da una scrivania, eravamo in piedi e lei mi stava di fronte nella sua alta statura, e mi rispose serenamente: "Vedi questo righello? - Con una mano lo teneva leggermente inclinato e con l'altra, usando un dito, ne indicò la base dicendo: "Un pidocchio sta qui e cammina lungo il righello fino in cima, - il dito scorreva indicando la sommità dell'oggetto - quando è arrivato quassù crede di essere arrivato chissà dove, ma è solo un pidocchio in cima all'asta: ecco la nostra comune collega è come il pidocchio che, arrivato in cima all'asta, crede di essere diventato chissacchì".

Rimasi di sasso. Con tranquillità ella aveva definito il limite della altrimenti efficiente collega che voleva brillare sopra tutti.
Più tardi ebbi conferma della mia analisi psicoanalitica: aveva detto che sua madre aveva lavorato in una grande società italiana, ma non aveva detto che non ne era dipendente, bensì lo era dell'impresa di pulizie che puliva i locali di tale Società.


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