domenica 4 dicembre 2011

Ridicolo

Da: La Repubblica.it - 4 dic. 2011

La Lega rilancia la secessione
"Facciamo come in Cecoslovacchia"

Si è aperta tra le note del 'Va pensiero' la seduta del cosidetto parlamento della Padania alla fiera di Vicenza. Calderoli: "Il 15 in piazza a Milano". "Maroni farà il culo a Monti a Roma". Zaia: "Dovevamo far saltare il banco"

ROMA - 'Secessione, secessione. Fabrizio Bricolo prende la parola per dare il via ai lavori del cosidetto 'parlamento padano' e dalla platea parte il coro che ormai caratterizza tutte le ultime iniziative della Lega Nord. Militanti ed esponenti del Carroccio hanno riempito il padiglione che ospita la manifestazione: all'ingresso della Fiera campeggia uno striscione bianco con caratteri verdi "L'indipendenza parte da Vicenza" del movimento giovani padani. E l'ex ministro Roberto Calderoli, dal palco rilancia le istanze leghiste e attacca Monti: "Il Parlamento ha abdicato al suo ruolo, al suo potere costituente e in questo caso il potere deve tornare al popolo. E noi questo faremo. Monti ha cancellato il ministero delle riforme, ha messo una pietra tombale sul federalismo, ma se non ci viene concessa un po' di libertà, noi siamo titolati ad andarci a prendere tutta la libertà. Creeremo una task force contro quello che ci verrà addosso dal governo Monti".

Le tasse? "Che genio che ci voleva ad aumentare le tasse. Così come l'aumento dell'Iva. Per sistemare le cose a loro, fanno pagare gli altri". Le pensioni? "Raccoglieremo le firme per un referendum abrogativo della riforma delle pensioni". Monti è avvertito: "A fargli il culo a Roma ci sarà Maroni".
Calderoli punta ad una secessione "morbida",  "sul modello della Cecoslovacchia che noi cerchiamo da tempo". "Domani - prosegue il leghista - incontreremo Formigoni per vedere se
 ci sta. Poi tocca al Friuli, al Trentino per formare quella macroregione che è la Padania". Calderoli ha anche annunciato una "grande manifestazione" della Lega per il 15 gennaio a Milano. E in futuro anche a "a Bruxelles" e "a Roma". "Voglio rifare il 'Nerone express' - dice l'ex ministro - ma stavolta non voglio dimenticare i fiammiferi". Il 'nerone express' è il nome di una iniziativa leghista contro il governo D'Alema organizzata il 5 dicembre del 1999.

Poi tocca al governatore leghista Luca Zaia. E anche in questo caso il destinatario degli affondi è il premier: "La Lega non ha scelta ma deve far saltare il banco, e anche presto, per proteggere la povera gente che da questa manovra è massacrata".
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Per troppo tempo non si è applicata la legge di questo nostro povero Stato Italiano che condanna chi oltraggia la bandiera, simbolo dell'unità della nazione, e chi va contro l'articolo n. 5 della nostra Costituzione che dichiara "la Repubblica una ed indivisibile".

Per troppo tempo si è irresponsabilmente sorriso delle uscite di Bossi e di chi lo segue su "presa delle armi", "i fucili sono sempre caldi" e altre simili espressioni, mentre andavano perseguite come minacce allo Stato, sia pure, per il momento solo verbali. 


Errato lasciar correre, prendere queste espressioni come uno straparlare folcloristico, perché, se è vero che queste espressioni vengono usate da Bossi e compagni per attrarre i voti di persone incolte, chiuse in un'idea ottusa ed egoista dell'economia di un Paese, è anche vero che uno Stato non deve tollerare l'attacco alla sua Costituzione.


Se la critica a Monti: Le tasse? "Che genio che ci voleva ad aumentare le tasse. è fin troppo facile da condividere, non è altrettanto condivisibile il rimedio che costoro propongono: secessione "morbida",  sul modello della Cecoslovacchia. E questo è un altro esempio dell'ignoranza di fondo dei dirigenti leghisti e del popolo che li segue e li vota.
Per dieci lunghi anni mi sono occupata per lavoro di un accordo culturale fra una nostra università ed il Politecnico di Praga. Ho conosciuto molti studiosi dell'allora Cecoslovacchia e con loro ho lungamente parlato del loro Paese. Quando da Cecoslovacchia si è trasformata in Repubblica Ceca l'Accordo Culturale è proseguito solo con questa e l'opinione generale degli studiosi, sempre diversi e di tutte le età, era che la Slovacchia era proprio diversa da loro, che non era questione di Nord o Sud, ma era una popolazione più dedita all'agricoltura e con una mentalità completamente differente da quella dei Cechi.
La Storia d'Italia e la sua formazione non sono assolutamente comparabili alla unione che avvenne nel 1918 fra la Repubblica Ceca e quella Slovacca. Quanti degli incolti non pensanti che inneggiano a queste stupidaggini lo sanno?


Si chiedono costoro che votano Lega cosa ne pensano i milioni di abitanti della Lombardia, del Veneto e delle altre Regioni citate dell'imposizione, che loro ventilano, di farli diventare Padani invece che Italiani?
Cosa pensano di fare di tutte le persone serie che si sentono italiani, nonostante i difetti di gestione di questo Paese, gestione, bisogna ricordarglielo, di cui sono responsabili anche loro? Visto che hanno parlato varie volte di fucili, pensano di sparare a chi non è d'accordo? O di cacciarli dalle loro proprietà in un esodo biblico?


Il ridicolo viene fuori da solo. Un mio familiare ha vissuto alcuni anni a due passi da Ponte di Legno, patria della Lega, per ragioni di lavoro: ha dovuto prendere una casa in affitto, poi ha cambiato paese, sempre nella zona, ed ha preso un'altra casa in affitto. I due contratti gli sono stati imposti rigorosamente in nero, senza registrazione, altrimenti niente casa! Ma per i bugiardi leghisti gli evasori lì non ci sono e noi viviamo con le loro tasse!!! 


Eppure anche fra loro ci sono persone intelligenti: uno è Maroni, un altro è Tosi. Personalmente ho conosciuto un sindaco leghista di un grosso centro del Veneto che supera i 40.000 abitanti: persona intelligente, capace, colta, gran lavoratore pieno di pregevoli iniziative. Mi regalò un libro che parla di suo padre e che ho molto apprezzato e conservo. Disse senza mezzi termini che tutte le uscite "folcloristiche" dei dirigenti del suo partito miravano a raccogliere i voti degli ignoranti del "profondo Nord", e questo era l'unico scopo per cui le dicevano. Disse che gli avevano offerto un posto in Parlamento ma che gli avevano detto pure "se vai lì devi dire e fare quello che ti diciamo noi" e, a queste condizioni, lui non aveva accettato. Credo che i voti di "quei rozzi del profondo nord" siano indispensabili per Maroni e Tosi e, per questo, assecondano Bossi e Calderoli. 

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